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In Venezuela è il 4 Gennaio 2008, sono le 9:28 ora locale. Le 14:58 ora italiana. L’aereo della compagnia Transaven, un bimotore ad elica YV2081, marca LET-410 UVP-E costruito nel 1987 in Cecoslovacchia (numero di serie: 872015) dopo il decollo dall'aeroporto Maiquetia di Caracas, si sta avvicinando all’arcipelago di Los Roques, nel Mar dei Caraibi. Destinazione: aeroporto di Gran Roque, la più grande delle isole dell'arcipelago.

Il pilota, venezuelano, Esteban Lahoud Bessil Acosta, di 36 anni, riporta alla torre di controllo di Los Roques la posizione: 45 miglia nautiche di distanza (circa 83 km). Quota 7.500 piedi (circa 2290 metri).

A bordo altre 13 persone. Il copilota, venezuelano, Osmel Alfredo Avila Otamendi, 37 anni, e 12 passeggeri. 8 sono italiani. Si tratta di Stefano Fragione, di 33 anni e la moglie, Fabiola Napoli, di 34; la famiglia di Ponzano Veneto: Paolo Durante, la moglie Bruna Guernieri e le due figlie, Sofia di 6 anni ed Emma di 8; poi Annalisa Montanari di 42 anni e Rita Calanni, di 46, di Bologna. Infine un turista svizzero, Alexander Niermann e tre cittadini venezuelani, Karina Ruiz, Yza Rodriguez Fernandez e Patricia Estela Alcala Kirschner.

Alle 9:38 (15:08, ora italiana) il pilota lancia un sos in cui avvisa di avere entrambi i motori in avaria, forse per un problema con il carburante, avvisando che tenterà l'ammaraggio. In quel momento il bimotore si trova a una trentina di chilometri dall'aeroporto di Gran Roque. Quota: 3000 piedi (915 metri) in diminuzione. Queste le coordinate: 11º40´47.9´´ N, 066º44´08.3´´ W. E’ l’ultima comunicazione. Poi, il silenzio. Uomini e mezzi della protezione civile iniziano le ricerche.

Ore 10:11 (15:41, ora italiana) il bimotore YV1219, LET- 410, riporta di aver visto una macchia d’olio o di carburante non lontano dal punto in cui si trovava l’YV2081 al momento del silenzio radio.

Ore 17:09 (22:39, in Italia): si osserva un oggetto di colore bianco galleggiare a 24.4 miglia nautiche (poco più di 45 km) da Maiquetía. Ma non è compatibile con nessuno dei possibili resti dell’YV2081 o di altri oggetti a bordo.

5 Gennaio. Nessun reperto, nessun indizio. Si ipotizza che l’aereo abbia compiuto un ammaraggio corretto, ma a causa di una comunque probabile deformazione strutturale nell’impatto ci siano state difficoltà ad effettuare l’evacuazione d’emergenza. A maggior ragione se il velivolo si è inabissato: a causa della pressione esterna dell’acqua è difficile aprire le porte. Caso simile: Messico, il 27 Novembre 2001, aeronave sigla XA-SYJ.
Rif.: documento

6 Gennaio, ore 13:10 (18:40, in Italia). L’elicottero della Guardia Nazionale GN-97117, individua alcuni oggetti in mare. Rottami ufficialmente risultati incompatibili.

Nel frattempo la compagnia telefonica MOVISTAR, informa di aver rilevato, circa 8 ore dopo l’SOS lanciato dal pilota, un possibile contatto con il cellulare di uno degli occupanto l’YV2081.

Il generale Antonio Rivero, direttore della Protezione civile e comandante delle operazioni di soccorso, annuncia che le ricerche si sposteranno verso il fondo marino, chiedendo quindi l'intervento della nave oceanografica venezuelana, in grado di scandagliare i profondissimi fondali della fossa marina attorno all'atollo de Los Roques. Ha chiesto inoltre l'aiuto delle autorità delle Antille Olandesi per ottenere un aereo di pattugliamento antisub.
Attesa entro un paio di settimane una nava cilena dotata di sonar laterali. Intanto le ricerche sono state allargata e circa 5000 kmq.




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